Il Laboratorio nasce dal riconoscimento della persona anziana come soggetto avente diritti, capacità e responsabilità, superando una visione performativa che identifica l’invecchiamento esclusivamente con la perdita, la dipendenza o l’infermità. La terza età rappresenta una delle più profonde transizioni dell’esistenza: con la conclusione della vita lavorativa viene meno quel paradigma performativo entro il quale, per molti anni, la persona ha costruito la propria identità, misurando il proprio valore attraverso il ruolo professionale, la produttività e il raggiungimento di obiettivi. Questa fase non coincide, tuttavia, con la fine della costruzione del progetto di vita, ma con l’apertura di uno spazio nel quale tale progetto continua ad essere scritto con nuove intenzioni e desideri. L’apparente improduttività di questa fase non costituisce una sottrazione di valore, bensì è intesa come condizione di libertà che rende possibile il passaggio da una logica della prestazione a una logica della generatività, nella quale il tempo non è più orientato principalmente al produrre, ma al generare relazioni, significati, partecipazione ed eredità.
In questa prospettiva, la persona rimane, con Paul Ricoeur, un essere capace: capace di agire, scegliere, promettere e assumersi la responsabilità del mondo comune. L’autonomia, in tal senso, non coincide con l’autosufficienza, ma con la concreta possibilità di esercitare tali capacità all’interno di contesti relazionali che le rendano effettive (M. Nussabuam). È in questo senso che la società è chiamata a costruire le condizioni favorevoli affinché ogni persona, indipendentemente dall’età o dalla fragilità, possa continuare a sviluppare le proprie capacità fondamentali, partecipare alle decisioni che la riguardano e contribuire al bene comune.
L’ingresso nella terza età non segna, quindi, la conclusione della generatività della persona. Erik Erikson descrive la generatività come la capacità di prendersi cura di ciò che continuerà a vivere oltre sé stessi, attraverso la trasmissione di esperienze, la costruzione di legami e il contributo offerto alla comunità. In questa prospettiva, il compito evolutivo della terza età non si esaurisce nel conservare ciò che si è stati, ma nel trasformare l’esperienza di vita in un’eredità abitando consapevolmente il presente.
Il cohousing si configura allora come una condizione abilitante una nuova agency. Non offre semplicemente una risposta abitativa o assistenziale, ma costruisce un ambiente nel quale il progetto di vita può continuare a fiorire grazie alla reciprocità tra pari. La condivisione degli spazi, del tempo, delle competenze, dei vissuti e delle responsabilità genera una comunità nella quale ciascuno continua a essere risorsa per gli altri, mantenendo un ruolo attivo nella costruzione della vita comune. Il mutuo aiuto non rappresenta una risposta emergenziale alla fragilità, ma una forma ordinaria di corresponsabilità che rende concretamente esercitabili autonomia, libertà decisionale e partecipazione. Condividere l’abitare significa allora condividere anche la responsabilità di abitare il presente costruendo eredità. Come ricorda Luigina Mortari, la cura è la pratica attraverso la quale la vita umana può fiorire e custodire il proprio senso nella relazione con sé, con gli altri e con il mondo. Il tempo liberato dal lavoro diviene così tempo disponibile per la trasmissione dell’esperienza, per la costruzione di legami, per l’impegno civico e per la partecipazione democratica. Si realizza così quella dimensione propriamente politica descritta da Hannah Arendt, nella quale la libertà prende forma nell’azione condivisa e nella possibilità di apparire nello spazio pubblico insieme agli altri.
Questa reciprocità costituisce anche il fondamento della sostenibilità sociale ed economica del cohousing. La condivisione delle risorse e delle pratiche quotidiane consente di ottimizzare i costi dell’abitare e di ridurre il ricorso precoce a servizi assistenziali, ma soprattutto costruisce un’infrastruttura sociale capace di contrastare la solitudine, l’isolamento e la perdita di autonomia. La sostenibilità economica nasce così dalla sostenibilità delle relazioni: una comunità che genera fiducia, mutuo aiuto e corresponsabilità produce valore sociale, preserva il benessere delle persone e rafforza la capacità collettiva di affrontare le sfide dell’invecchiamento.
Il cohousing diviene, pertanto, lo spazio nel quale si esercita una pratica trasformativa orientata alla preservazione dell’autonomia, della libertà decisionale e partecipativa e della dignità della persona nella sua integralità. Non è soltanto un nuovo modo di abitare, ma un dispositivo di innovazione sociale che accompagna la persona nella scrittura permanente del proprio progetto di vita.
attività laboratoriale: Il primo laboratorio di co-progettazione del cohousing per la terza età a Perugia a cura della Dott.ssa Martina Procopio
1- Ciascun partecipante riceve la planimetria di un pianerottolo di 4 appartamenti e disegna il suo spazio di cohousing
2- ciascuna planimetria illustrata viene assemblata alle altre creando un unico stabile e si apre una discussione guidata su possibili compatibilità e incompatibilità
Intervengono

Elisa Cifiello
Proponente
Laureata in scienze dell’educazione, receptionist in una grande azienda da 37 anni, sposata da 32 anni, mamma di due figlie e nonna di una bimba di due anni.

Costanza Spera
Assessora del Comune di Perugia
Dottoranda in sociologia politica presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia. Si occupa di Politiche sociali, pari opportunità, diritto all’abitare, contrasto alle discriminazioni e lotta alle disuguaglianze, promozione di politiche a sostegno delle vittime della violenza di genere, nuove cittadinanze.

Donatella Pagliacci
Docente ordinaria di filosofia morale
Filosofa morale, insegna antropologia filosofica e filosofia della relazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Presso la stessa dirige il Master in Etica e Medicina narrativa, comunicazione e pratiche di assistenza e cura. Autrice di numerose monografie e articoli scientifici, la sua più recente pubblicazione è La compassione, una virtù fraintesa edita da Mimesis nel 2026.

Associazione ABITOMISUMISURA
Promuove un modello dell’abitare condiviso in alloggi privati e spazi comuni in cui si condividono tempi, servizi e valori quali strumenti di innovazione sociale, solidarietà e sostenibilità abitativa.

Cesare Balducci
Medico specializzando in Geriatria
Ha intrapreso il percorso di specializzazione presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia con il desiderio di avere cura degli anziani con un approccio relazionale al paziente e la sua famiglia e/o caregiver. Ha inoltre personalmente vissuto nella sua infanzia e adolescenza l’esperienza di vita condivisa con persone accolte dalla sua famiglia.

Rosanna Valigi
Responsabile della Biblioteca
comunale Sandro Penna
Marco Balducci
Ingegnere e co-fondatore
“Area Progetto Associati APA”
Coniugi che nella loro esperienza di vita hanno vissuto varie forme di accoglienza, tra cui l’affido, presso la loro dimora.